martedì 28 aprile 2009

Fashion Dog: le griffe che vestono i cagnolini

E' molto probabile che tutto sia iniziato con Tinkerbell, ovvero l'adorato chihuahua di Paris Hilton, ma ad essere onesti, la voglia di giocare a vestire i cagnolini, specie quelli di taglia extrasmall, è innato in ogni donna fin da bambina (chi di voi non ha provato ad infilare una magliettina al vostro pelosetto di casa per fotografarlo morendo dalle risate?).
Quando però questo istinto culturale, evidentemente insopprimibile, incontra il business, ecco nascere tutta una serie di linee di abbigliamento, di prodotti per la bellezza, di collari e guinzaglietti griffati, tali da fare impallidire di invidia le maniache dello shopping griffato che ancora non possiedono un cucciolo da agghindare.La moda di vestire firmato i propri fedelissimi e pazientissimi amici è molto più diffusa oltreoceano, ma l'ondata del trend ha influenzato anche molti paesi dell'Europa: Inghilterra, Francia ed Italia in primis.

Tra i primi big ad occuparsi di cani c'è Burberry. Il trench e il guizaglio nella tipica fantasia british possono costare insieme più di 500 euro. Louis Vuitton non è ovviamente da meno, con il suo guinzagliettto in cuoio monogrammato a 170 euro.
Se lo stile del vostro quadrupede è meno classico e più posh, ecco fioccare sbrilluccicosi collarini, borse, trasportini e felpe mignon di Juicy Couture che recitano "My dog doesn't bite. I do", ovvero "Il mio cane con morde. Ma io si". Se invece andate pazze per charms e kidult, non potrete che agghindare il vostro amico con i gioielli per cani di Tarina Tarantino.

Ma la "Haute Torture" per i cagnolini non si limita ad esplorare i sentieri del vestire, ma si espande nella cosmetica e nel benessere: il primo profumo per cani mai creato si chiama "Oh my dog!" e costa poco meno di 40 euro per 100 ml, mentre la prima linea di hair stylist per pelosetti a quattro zampe è di Tigi (azienda che vanta anni di presenza nei migliori saloni di parrucchieri per signore) e si chiama Pet Head. Il rischio, a questo punto, è solo quello di confondere, in una mattina dal risveglio particolarmente difficile, il nostro abituale gel per capelli con quello del nostro fedele amico, e magari di sentirci pure rifilare una sonora abbaiata!

Harajuku Girls, il nuovo stile che nasce in Giappone.

Chi ha avuto la fortuna di fare, negli ultimi anni, una capatina in Giappone non può non essere stato attirato dalla stravaganza e dalla creatività che si respira nei dintorni del quartiere Harajuku, sobborgo cittadino di Tokyo divenuto negli anni ritrovo dei più stavaganti ed irriverenti teen-ager giapponesi.
Nel loro ostinato rifiuto delle mode, alla continua ricerca di una propria espressione personale, ne hanno a tutti gli effetti creata una, fatta di contaminazione di stili e di costumi popolari. Vestendo antichi kimoni, divise scolastiche, abiti da samurai o da geisha insieme a capi firmati o a costumi ispirati ai cartoni animati, infatti, le ragazze che passeggiano per Harajuku sono riuscite ad attirare l'attenzione su di loro, diventando un modello da seguire per le ragazzine di mezzo pianeta.
Ma questo modo di essere molto appariscenti e, in qualche modo, alternative, non è espressione di una reale ricerca estetica, quanto piuttosto la manifestazione di una raggiunta anarchia dell'apparire: è voglia di divertirsi sentendosi libere di vestirsi più per gioco che per seguire una moda o per fare parte di un gruppo.
E' proprio questa energia creativa ad affascinare e ad attirare su di loro l'attenzione di mezzo mondo. La conferma di ciò si trova in rete, dove prospera una galassia di siti web in tutte le lingue. Un angolo italiano, ad esempio, è l' Harajuku Station, punto di aggregazione che riunisce gli appassionati di manga e cosplay (travestimenti ispirati ai cartoni animati giapponesi) ovviamente contagiati anche delle ragazze Harajuku.
Il loro patchwork di stili, perfetta rappresentazione dell'epoca di globalizzazione che viviamo, è piaciuto persino ai più conservatori stilisti occidentali ed ha ormai invaso i negozi di ogni paese.

La stessa Gwen Stefani, abbagliata dal loro look estroso, non ha resistito ad emularle e a creare una propria linea di profumi a loro ispirate: le cinque bamboline Harayuku Girls, ognuna delle quali contiene una fragranza frizzante e golosa stanno già facendo impazzire giovani e meno giovani, diventando un oggetto da collezione.
C'è da scommettere che, dopo aver assistito all'invasione del musetto di HalloKitty, ormai rintracciabile su ogni possibile oggetto di consumo, dal telefono cellulare al frigorifero di casa, ci dovremo presto abituare alla presenza costante nelle nostre vite anche di queste cinque simpatiche faccette con gli occhi a mandorla.

giovedì 30 ottobre 2008

''The Wonderful Vintage Market'': Udine si veste di passato.


Si chiama "THE WONDERFUL VINTAGE MARKET" il fine settimana udinese, alla sua prima edizione, dedicato alla moda d'epoca. Si tratta di un evento unico nel proprio genere che ha l'intento di richiamare a raccolta tutti gli appassionati del "vintage glam", i quali potranno placare la loro sete di passato passeggiando tra gli stand di selezionatissimi espositori in arrivo dall'Italia, ma anche dall'Inghilterra, con le loro collezioni griffate anni '50, '60, '70 e '80 . Dal 31 ottobre al 2 novembre, infatti, chi fosse in zona, potrà visitare l'esclusiva esposizione di capi d'autore, organizzata da Meeting & Eventi, presso palazzo Kechler (piazza XX Settembre) ad Udine.
Uno spazio circa 600 metri quadri che, per la prima volta, si trasformerà in un vero contenitore di moda: la cornice ideale per un salto nostalgico nel passato in cui la passione per l'abbigliamento e gli accessori ricercati d'altri tempi potrà trovare un forte legame con lo storico ed elegante edificio ed i suoi raffinati spazi interni.Abiti, accessori, scarpe, borse, occhiali, bijoux d'ogni tipo e d'ogni epoca: tante sono le opportunità per trovare quel pezzo unico e ricercato, quel dettaglio esclusivo da inserire nel proprio look, quell'indumento a cui dare nuova vita.
E' questo lo spirito del vintage: è il fascino irresistibile di immergersi nelle mode del passato, è l'emozione di avere tra le mani un oggetti di "culto" che ci lega alla nostra storia, è il brivido di riscoprire attualissimo un accessorio che fu di gran moda.
L'invito è, quindi, a visitare questa mostra e, perchè no, ad acquistare quell'oggetto che sembra voglia raccontarci la sua storia. Non tanto perchè indossare moda d'epoca sia la tendenza del momento, ma perchè, in fondo, il Vintage siamo noi.